Sapete che mi affascina il mondo del fare impresa e da sempre faccio questo, ma in particolare dal 2005, con i corner point P Fish Ok!, ho pensato che il sistema del franchising, fosse il modo migliore per insegnare anche ad altri a farlo;
Quindi, dando tutta la mia esperienza e mettendola a disposizione di chi meno esperto comunque voleva e vuole iniziare a fare impresa, ma senza dover improvvisare pericolosamente, (cosa che oggi sconsiglio vivamente), mentre invece scegliere un buon brand franchising, che ti dia tutta la sua esperienza ed il suo supporto continuo durante la vita dell’attività, significa davvero tanto.
Ora, però ho trovato una simpatica e significativa storiella che ha scritto Saverio Savelloni, che mi ha dato spunto per questo mio nuovo post.
Infatti, la mia ormai decennale esperienza, con la PTL Group, per la creazione e sviluppo di brand franchising innovativi, rivolta a chi vuole aprire un’attività franchising o fare impresa mettendosi in gioco, mi dice di consigliare di agire intelligentemente senza rischiare il tutto per tutto, improvvisandosi, ma appunto affilandosi ad un franchisor serio che magari, cerca partner e non clienti, per fare sviluppo lasciando tutta la sua esperienza per la gestione, non solo per gl’aspetti tecnici che in casi come il brand della Fish Wellness con i garra rufa sono fondamentali, ma anche e soprattutto per tutti i suggerimenti su aspetti di gestione commerciale e di marketing che sono irrinunciabili come per NAD, il brand delle Bomboniere viventi, dove si “devono seguire” le indicazioni di chi ha più esperienza nel campo.
Sopra, ho inserito volutamente le virgolette, sulla parola “devono seguire”, per agganciarmi alla simpatica storiella posta sotto, il perché lo capirete da soli o se volete ve lo spiego alla fine, ok?.
Ora ecco la simpatica storiella di Savelloni, che ho trovato sul portale franchisingcity, dal titolo A scuola di franchising:
‘Il franchising nostrano funziona come la Nazionale di calcio: tutti commissari tecnici, che sanno perfettamente cosa fare. Il peggio è che cercano di insegnarlo ai franchisor…
Il ragionier Edoardo Puntini è stato licenziato da pochi mesi, dopo 25 anni di onorato servizio in una media azienda alimentare.
Malgrado qualche attimo di scoramento ha reagito alla grande, decidendo di realizzare finalmente il suo “sogno nel cassetto”, quello di aprire un franchising con un ristorante.
Pieno di novello spirito imprenditoriale si è guardato intorno per capire dove trovare suggerimenti e competenze, scoprendo che il franchising può servire proprio a questo.
Con il suo solito zelo, ha contattato tutti, ma proprio tutti i franchisor, e ha finito per scegliere “Cavoli a merenda”, un promettente marchio dell’Italian food.
Subito dopo la firma del contratto, però, sono cominciati i guai. Il ragioniere ha contestato il marchio, sostenendo che sull’insegna del locale sarebbe stato meglio un bel “Cavoli a Puntini”.
Anche le richieste di modifiche al menu sono state immediate: via i cavoli, le patate e tutta la verdura al vapore! Meglio piatti più sostanziosi e appetitosi… Dall’azienda ovviamente sono giunti “no” garbati ma decisi, ma il Puntini non si è lasciato certo scoraggiare.
Per l’arredo del locale, a suo dire, un bello stile mensa anni 70 sarebbe stato più adatto e il suo amico architetto, arredatore di ben tre condomini a Trecate, avrebbe saputo cosa fare… Sul marketing e sulla pubblicità poi, la cognata era una vera esperta, avendo realizzato tutti i menu dell’asilo del figlio e i cartelloni della famosa “Sagra della salsiccia”… Al decimo incontro e alla duecentesima contestazione del ragioniere, la risposta dell’azienda è stata definitiva: “Caro Puntini, il tuo ristorante… fattelo tu!”.
Dal Manuale del Frankenstein,
di Saverio Savelloni, ed. Fasullo
La morale? No, solo consigli e riflessioni:
Un franchisor può accogliere piccoli adattamenti, per venire incontro a particolarità locali o a specificità dell’interlocutore, ma non potrà mai accettare uno stravolgimento del proprio concept, che è già collaudato nel tempo e che è frutto di anni ed anni di esperienza, quindi se sposi l’idea franchising di qualche brand, allora ti devi anche affidare alla loro esperienza e con pazienza i risultati arrivano certamente, cosa non certa quando ci si improvvisa, anzi…
Ciao, Ciao.
Mr. Fish Ok!
